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Cos'è l'I.P.A.

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Civitavecchia, 20 Dicembre 2011
Ai soci del CEL La Spezia Cinqueterre
Carissimi amici,
ho avuto occasione di conoscere a fondo la vostra iniziativa denominata "Torch
Run" e ho molto apprezzato il vostro impegno, che è riuscito a coniugare un grande
evento sportivo per atleti con disabilità ad un grande, anzi grandissimo, evento di
solidarietà, che si è tenuto nel giugno scorso sul vostro territorio.
Inutile sottolineare il moto d'orgoglio che questo avvenimento ha prodotto in tutti i
soci IPA che ne sono venuti a conoscenza e presto tutta la Sezione Italiana potrà leggere
del vostro grande progetto sulla rivista nazionale, come è giusto che sia.
Un piano di lavoro complesso e minuzioso, che non poteva avere defezioni, data
l'importanza dell'evento.
Tanti i soci coinvolti e tanti i comuni attraversati: ma tanta soddisfazione nel
raggiungere l'obiettivo e riuscire a sensibilizzare l'attenzione pubblica. Questi eventi
donano prestigio all'IPA e costruiscono la sua credibilità e la sua grandezza.
Non perdete mai questo entusiasmo!
Con ammirazione ringrazio tutti Voi e con sincero affetto colgo l'occasione per fare
un augurio di un sereno Natale ed un 2012 ricco di altre e nuove soddisfazioni.
Il PRESIDENTE NAZIONALE
Silvana Sergi
 

Un aiuto concreto alle popolazioni liguri

colpite dall’alluvione nel segno del motto

“SERVO PER AMIKECO”

Il diario di Marco, Erminio e Luca dell 'IPA Vicenza

“Raccolta la richiesta di aiuto per le popolazioni alluvionate della Liguria, lanciata dall’ IPA di Genova e diramata ai soci del locale comitato da Andrea, il nostro efficiente Segretario, Marco Ceccon, Erminio Vettore ed io ci siamo immediatamente convinti della necessità di partire. Abbiamo messo insieme quanti più attrezzi potevamo, nel tentativo di renderci effettivamente utili, e caricato nel furgone di Marco i vestiti usati conferiti generosamente dagli amici dell’IPA.

Ci siamo sentiti fin da subito una squadra perché quando a muoverti è il comune spirito della solidarietà non può essere altrimenti. La nostra destinazione era Borghetto di Vara, un piccolo paese della provincia spezzina.

Approssimandoci al casello e vedendo i primi segni dell’alluvione abbiamo creduto di poter immaginare ciò che ci aspettava più avanti salvo scoprire, poi, che la situazione era ben peggiore rispetto l’idea che ci eravamo fatta da quelle prime desolanti immagini. Il più silenzioso tra noi era Marco, forse perché nella sua mente iniziava a ripercorrere quanto aveva già vissuto in prima persona a Cresole proprio un anno fa, quando il fiume gli entrò in casa.

Un altro Marco, segretario dell’IPA di La Spezia, ci aspettava all’uscita dell’autostrada, dopo averci dato le necessarie indicazioni per raggiungere il paese ci ha garantito la massima disponibilità per ogni esigenza logistica.

Dopo qualche minuto ci siamo trovati alle porte di Borghetto, proprio un piccolo Borgo, adagiato ai lati del fiume Vara, quel fiume che si lega al nome della località e alla tragedia che l’ha devastata.

È bastato qualche minuto per mettere in discussione in tutti noi il concetto di problema e per rendere relativo il senso che a questa parola diamo quotidianamente: auto ed alberi dentro le case, strutture in cemento armato divelte, fango ovunque.

Dopo un passaggio al Centro Operativo abbiamo parcheggiato il furgone e cercato di capire dove potevamo essere utili; la presenza dei volontari, dell’esercito e delle forze dell’ordine era massiccia, ma non abbiamo avuto problemi a trovare chi avesse bisogno di aiuto. In casa di Massimo ed Alessandra, abbiamo passato i due giorni della nostra permanenza. A Giada, la loro figlia di 7 anni, avevano raccontato l’alluvione come l’occasione per avere nuovi vestiti e giochi dato che nulla della sua nuova cameretta era stato salvato dalla morsa del fango. Ci hanno raccontato poi di non aver fatto un granché prima del nostro arrivo, non sapevano da che parte iniziare. Ci siamo concentrati su questa famiglia ed abbiamo fatto di tutto per far loro riconquistare la speranza di riappropriarsi della loro casa. Le intuizioni di Marco sono state decisive, ricorderò sempre del tempo apparentemente perso a recuperare un’idropulitrice dal fango; l’abbiamo aperta e pulita con l’acqua gassata delle bottigliette da mezzo litro, dato che ancora l’acqua dell’acquedotto non arrivava, e fatta poi asciugare al sole. Acceso il generatore abbiamo collegato la spina. Non eravamo certi che ripartisse dopo essere stata tutto quel tempo sommersa nella poltiglia marrone; quando, girato l’interruttore, è partita, il suo fastidioso ronzio ci ha appagato molto di più di quanto può accadere ascoltando una splendida melodia. Le pareti della casa, piano piano, hanno riconquistato la loro capacità di riflettere il sole e quando Alessandra ha affermato di iniziare a rivedere in quell’abitazione la propria dimora, la soddisfazione è stata impagabile. Sono stati due giorni a cacciare il fango e a riportare il sorriso, due giorni di fatica, di sguardi complici per cercare le parole giuste, due giorni che auguro a chiunque di vivere nella propria vita. È necessario spendere due parole per gli amici dell’IPA di La Spezia, Marco e Paolo, che costantemente ci hanno contattato per capire se necessitavamo di qualcosa, che ci hanno procurato un confortevole rifugio per la notte e che ci hanno fatto per l’ennesima volta comprendere il senso del nostro motto “Servo per Amikeco”!”

Luca Fabris, anche per Marco ed Erminio.

 

A questa bella testimonianza c’è da aggiungere anche quella di Alberto Crivellin, della Polizia Locale di Valdagno, che ha “dato il cambio” ai tre sopra citati, sempre nel territorio di Borghetto Vara.

 il gran finale..(per ora) !

 Venerdi 4 novembre Gianluca Zimello e Andrea Berdin alle 05:00 partono da Vicenza con un furgone del Comune straripante di vestiario di ogni genere alla volta di Brugnato e Borghetto Vara. Arrivano versdo le 09:30 nelle zone colpite dall’alluvione e trovano ad attenderli Gianella Basso e Anna Cesari, soci IPA del comitato di La Spezia che li scortano al Centro di Raccolta generi e viveri per il Soccorso Alluvione di Termine di Roverano.

Anche questo fa parte del mondo I.P.A. e noi siamo orgogliosi di farne parte.

 

 

 

 

 

 

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